IL FISICO DELLA SETTIMANA

Charlotte Emma Moore Sitterly

Ercildoun, Pennsylvania USA, 24.9.1898 – Washington, DC, 3.3.1990

Charlotte Moore
F

iglia di un sovrintendente alle scuole della contea, George W. Moore, e di un’insegnante, Elizabeth Palmer, una famiglia di religione quacchera, fin dall’infanzia crebbe in un ambiente che stimolò un grande amore per lo studio sistematico che mantenne per tutta la vita. Le due sorelle divennero insegnanti e ad una di esse rimase molto legata fino a tarda età.

Dopo le scuole superiori, nel 1916 entrò allo Swarthmore College e, per aumentare le proprie finanze in un ambiente dove i compagni di studio provenivano da famiglie più ricche, dava lezioni ed ottenne anche una abilitazione da insegnante, ma sebbene amasse i bambini trovava l’insegnamento troppo faticoso. Pur lavorando e studiando, trovava tempo per fare sport e occuparsi delle associazioni studentesche come tesoriere.

Frequentò pochi corsi di fisica e chimica e un corso base di astronomia, mentre scelse matematica come suo corso di laurea e si laureò nel 1920.

Voleva proseguire gli studi con il dottorato, ma non avendo ottenuto sussidi non poteva permettersi l’iscrizione e il direttore del dipartimento di matematica, John A. Miller, un astronomo, la raccomandò a Henry Norris Russel dell’Osservatorio dell’Università di Princeton che cercava persone addette ai calcoli (quasi esclusivamente donne).

Ottenne il posto senza nemmeno un colloquio. Sebbene lavorasse anche per altri a calcoli sulle eclissi delle binarie, presto lavorò solo per Russell per il quale preparava anche dati per interventi a congressi e spesso lo assisteva anche nei viaggi.

Russell la incoraggiò a seguire le lezioni serali che teneva per i dottorandi anche se non le erano in nessun modo riconosciute. Era noto per i suoi studi sull’evoluzione stellare ed anche lei ben presto lavorò su questo. Raccolse tutti i dati sulle stelle doppie disponibili, e visitò anche l’Osservatorio Lick per ottenere dati non pubblicati, calcolando la parallasse di 2500 stelle, più tardi utilizzate per compilare i diagrammi HR (Herzsprung-Russell) nel libro The Masses of the Stars (1940) scritto con Henry Norris Russell .

Russell la introdusse alla spettroscopia atomica ed insieme nel 1928 pubblicarono un lavoro sull’elemento Ferro nello spettro solare.

Il lavoro era molto faticoso e la sua salute peggiorava, per cui ottenne un periodo di distacco in California. Inizialmente lavorò per tre anni con Charles E. St. John all’Osservatorio di Mount Wilson a Pasadena ed insieme curarono nel 1928 una revisione delle Preliminary Table of Solar Spectrum Wavelengths, pubblicate da Henry Rowland tra il 1893 e il 1896.

Grazie a questo lavoro ottenne una borsa di studio Lick e, approfittando di un soggiorno di Russell in Europa, si iscrisse al dottorato all’Università della California a Berkeley, conseguendolo nel 1931 con una tesi sulle linee dello spettro delle macchie solari.

Tornata come ricercatore a Princeton vi rimase fino al 1945. Qui nel 1937 sposò l’astronomo e fisico Bancroft (Banny) Walker Sitterly che aveva conosciuto quando lui era uno studente negli anni ’20. Durante la seconda guerra mondiale lui lavorava al MIT e lei viveva con lui a Cambridge, recandosi a lavorare a Princeton.

La sua carriera si era affermata col nome da ragazza che continuò ad usare in molte pubblicazioni per il resto della sua vita, anche se alcune apparvero sotto il nome Sitterly o Moore-Sitterly.

Nel 1945 Russell si ritirò e per lei non c’era un futuro nell’ambiente accademico di Princeton, accettò quindi l’invito a lavorare nella sezione di spettroscopia diretta da William F. Meggers al National Bureau of Standards (ora National Institute of Standards and Technology) di Washington, fortemente raccomandata da Russell come la persona più adatta a quella ricerca.

Fu subito incaricata dal nuovo direttore Arthur Compton di un progetto di compilazione di dati sui livelli di energia degli atomi, che intraprese con grande scrupolosità, spesso correggendo anche dati già pubblicati oltre a controllare la grande mole di nuovi dati che i ricercatori fornivano.

Le fu chiesto di ingaggiare degli assistenti e scelse alcuni vecchi collaboratori, alcuni pensionati, e persino Russell come consulente. L’idea che il suo vecchio capo fosse un suo dipendente la divertiva molto.

Il risultato fu la pubblicazione dei tre volumi di tavole Atomic Energy Levels as Derived from the Analyses of Optical Spectra (1949, 1952, 1958) contenenti tutte le informazioni sui livelli di energia di 485 specie atomiche, descritto in seguito come una delle fonti più ragguardevoli e frequentemente citate di dati fondamentali sull’atomo mai pubblicate.

Questo rimase il suo lavoro più noto, sebbene avesse già pubblicato più di 100 lavori. Pubblicò anche altri notevoli volumi di dati come il già citato The Masses of the Stars (1940) con Henry Norris Russell e The Solar Spectrum (1947) con Harold D. Babcock.

Nel decennio successivo iniziò una collaborazione, durata fino alla morte, con Richard Tousey, del Naval Research Laboratory, per l’analisi degli spettri solari nell’ultravioletto con i dati ottenuti mediante i razzi V-2.

Tra i suoi risultati anche la scoperta della presenza di tecnezio nel Sole, un elemento instabile che sulla Terra appare in tracce.

Al suo pensionamento dal Bureau of Standards nel 1968, continuò a lavorare per tre anni al Bureau, anche quando questo si trasferì a circa 40 km da casa sua, poi dal 1971 al 1978 si unì al gruppo di Tousey alla Space Science Division del Naval Research Laboratory, mantenendo ancora strette collaborazioni con i precedenti colleghi.

Aumentò anche la frequentazione delle società astronomiche e scientifiche, come la American Association for the Advancement of Science, l’American Astronomical Society di cui fu vicepresidente, e la International Astronomical Union dove fu presidente della Commissione sui Dati spettroscopici. Fu anche nella commissione spettroscopia della IUPAP e membro della American Physical Society, della Optical Society of America e membro onorario della Society for Applied Spettroscopy.

Nel 1949 fu la prima donna associata alla Royal Astronomical Society.

Ottenne il premio Annie Jump Cannon della AAS nel 1937 e il premio William F. Meggers della Optical Society of America nel 1972 e il suo Swarthmore College le concesse un dottorato onorario nel 1962 così come l’università di Kiel nel 1968 e l’Università del Michigan nel 1971.

Nel 1990 fu insignita della Medaglia Bruce della Astronomical Society of the Pacific, considerato il massimo riconoscimento in astronomia; la medaglia fu conferita postuma, ma fece in tempo a ricevere la notizia.

Il marito Banny Sitterly lavorò prima al Naval Observatory e poi alla American University dove divenne direttore del dipartimento di fisica. A differenza della moglie amava molto l’insegnamento, comunque la coppia aveva molti interessi in comune come la musica e il giardinaggio. Vivevano in una casa nei sobborghi di Washington che era come un albergo per i colleghi in visita; fino a pochi mesi prima della scomparsa lei ricevette ospiti, tra i quali era famosa per il suo pane fatto in casa. Morì a 92 anni di un attacco cardiaco nella sua casa di Washington.

Le è stato dedicato un asteroide: 2110 Moore-Sitterly.


Letture consigliate:

Link: http://www.aip.org/history/ohilist/4784.html (trascrizione di un'intervista del 1978)


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(pagina a cura di Antonio Gandolfi)
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