IL FISICO DELLA SETTIMANA

Sir Martin Ryle

Brighton, Inghilterra, 27.9.1918 – Cambridge, 14.10.1984

Sir Martin Ryle
F

iglio di un medico, John A. Ryle, che ebbe la prima cattedra di Medicina Sociale all’Università di Oxford. Lo zio Gilbert Ryle (1900-1976) fu un famoso filosofo, professore a Oxford, uno dei precursori della filosofia analitica.

Martin studiò, secondo la tradizione di famiglia, al Bradfield College e poi a Oxford dove si laureò in fisica nel 1939.

Durante la guerra lavorò per la RAF al Telecommunications Research Establishment allo sviluppo del radar e altri sistemi radio, insieme a Bernard Lovell e Antony Hewish, facendo molta esperienza ingegneristica, ma dimenticando molta fisica come ebbe poi a scrivere.

Nel 1945, dietro suggerimento di John A. (Jack) Ratcliffe (1902 - 1987) con cui aveva lavorato durante la guerra e che dirigeva il gruppo sulla ionosfera al Cavendish Laboratory, chiese una sovvenzione per entrare nel gruppo e svolgere ricerche sulle emissioni radio dal Sole, recentemente scoperte per caso con i radar.

Sposò nel 1947 Rowena Palmer, un’infermiera, dalla quale ebbe due figlie e un figlio; la figlia Claire Ryle, pacifista, ambientalista e attivista dei diritti dei fanciulli, è stata, col marito Jim Garrison e Mikhail Gorbaciov uno dei fondatori dello ‘State of the World Forum’.

Negli anni successivi fu incoraggiato da Ratcliffe e Sir Lawrence Bragg, direttore del Laboratorio Cavendish, che usava tecniche simili nei suoi lavori di cristallografia con raggi X, e nel 1948 ottenne un posto di docente, quindi nel 1949 entrò come ‘fellow’ al Trinity College.

Anche Anthony Hewish lo raggiunse in quegli anni insieme ad altri e fu fondato il Radio Astronomy Group. L’interesse del gruppo si spostò dalle emissioni solari ad emissioni radio provenienti da galassie e per questo svilupparono una tecnica interferometrica chiamata ‘sintesi di apertura’ (aperture synthesis imaging) che permette di raggiungere una migliore definizione.

Nei primi anni ’50 con l’appoggio dello Science Research Council e una sponsorizzazione della ditta Mullard, fu decisa la costruzione a pochi chilometri da Cambridge del Mullard Radio Astronomy Observatory (MRAO). L’osservatorio fu inaugurato nel 1957 da Sir Edward Appleton, premio Nobel del 1947, e il gruppo prese il nome di Cambridge Astrophysical Group.

Nel 1959 fu istituita per lui la Cattedra di Radio Astronomia dell’Università di Cambridge.

Il Gruppo compilò i vari cataloghi Cambridge delle radiosorgenti, e nel 1959 il terzo (3C) conteneva quella che poi si rivelò il primo quasar (3C 48)

Dopo il radiotelescopio 4C Array, che servì per la compilazione del catalogo 4C delle radiosorgenti, fu sviluppato nel 1964 il telescopio ‘One Mile’, il primo che usò le nuove tecniche radiointerferometriche di sintesi d’apertura per ottenere una mappatura radio del cielo con la stessa risoluzione dell’occhio umano.

Nel 1968 a Mullard con il radiotelescopio IPS (Interplanetary Scintillation Array) sotto la guida di Anthony Hewish, la dottoranda Jocelyn Bell scoprì il primo pulsar.

Nel 1971 fu inaugurato il telescopio ‘5-kilometers’ (poi chiamato ‘Ryle telescope’) che, con una base di 5 chilometri, era il più grande radio- interferometro del tempo e, grazie anche ai progressi nei computer necessari per l’enorme mole di calcoli, vi furono sviluppate le tecniche che portarono poi agli attuali grandi progetti VLBI (Very Long Baseline Interferometry): il progetto inglese MERLIN (a cui partecipa l’osservatorio Mullard), l’europeo EVN (European VLBI Network), l’americano VLA (nel New Mexico, il più famoso per le numerose apparizione cinematografiche!) e il recente VLBA (Very Large Baseline Array) con una base di 8.611 Km.

Nel 1974 Martin Ryle e Anthony Hewish ottennero il Premio Nobel per le loro ricerche pionieristiche nella radio-astrofisica: Ryle per le sue invenzioni, in particolare per la tecnica della sintesi di apertura e Hewish per il ruolo decisivo nella scoperta delle pulsar. È stato il primo Nobel assegnato per ricerche astronomiche e suscitò qualche polemica, non nuova, per l’esclusione di Jocelyn Bell che aveva scoperto la pulsar.

Oltre a questo , ottenne numerosi altri premi, come la Medaglia Hughes (1954) e la Royal Medal (1973) dalla Royal Society, la Gold Medal della Royal Astronomical Society (1964), la Henry Draper Medal dell’Accademia USA delle Scienze, il Premio Bruce (1974) dalla Astronomical Society of the Pacific, la Medaglia Faraday della IEEE.

Fellow della Royal Society dal 1952, dal 1964 al 1967 presiedette la Commissione 40-Radioastronomia della International Astronomical Union (IAU), fu nominato Sir nel 1966 e nel 1972 ottenne il titolo di ‘Astronomo Reale’ succedendo a Sir Richard Woolley. Era membro dell’Accademia Danese delle Scienze, della americana AAAS, dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, dell’Accademia Leopoldina di Halle (DDR) e altre.

Ryle aveva un carattere focoso e non era facile collaborare con lui, si ritirò all’Osservatorio per non avere scontri con altri colleghi del Cavendish Laboratory e per molti anni mantenne il segreto sui nuovi metodi usati del loro gruppo per mantenere a Cambridge la preminenza nella ricerca radioastronomica di fronte ad altri gruppi con maggiori finanziamenti.

Ebbe una famosa accesa polemica con il collega Fred Hoyle, dell’Istituto di Astronomia, per la teoria dell’Universo Stazionario (da Hoyle contrapposta alla teoria del big-bang) che era in contrasto con i dati del catalogo 2C, questo ridusse molto la collaborazione tra i due gruppi dell’Università di Cambridge negli anni ’60.

Negli ultimi anni si dedicò alle energie rinnovabili, costruì anche una turbina eolica di cui studiò le caratteristiche per la produzione di energia elettrica, e al disarmo nucleare. Pubblicò nel 1981 Towards the Nuclear Holocaust contro la proliferazione nucleare e per la completa dismissione di ogni ordigno nucleare per salvare il pianeta.

Amava navigare con barche che progettava e costruiva personalmente.


Letture consigliate:

Link: http://nobelprize.org/nobel_prizes/physics/laureates/1974/ryle-lecture.pdf

http://nobelprize.org/nobel_prizes/physics/laureates/1974/ryle-autobio.html


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(pagina a cura di Antonio Gandolfi)
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