IL FISICO DELLA SETTIMANA

Henri Antoine Becquerel

Parigi, 15.12.1852 – Le Croisic, 25.8.1908

Henri Antoine Becquerel
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iscendente da una famiglia di scienziati, il nonno era César Antoine Becquerel e il padre Edmond Alexander Becquerel, ricevette un’ottima educazione sia famigliare che scolastica al Lycée Louis le Grand.

Entrò all’École Polytecnique nel 1872 e poi studiò ingegneria alla École Nationale des Ponts et Chaussèes, ottenendo il titolo di ingegnere nel 1877.

Nel 1874 si era sposato con Lucie Zoe Jamin, figlia di Jules Jamin, un suo professore di fisica all’École Polytecnique, e nel 1878 ebbe un figlio Jean Antoine che diventerà anch’egli scienziato. Rimasto vedovo si sposerà nel 1890 con Louise Désirée Lorieux .

Inizialmente, dal 1875 al 1882, si dedicò a ricerche di ottica, in particolare sulla rotazione del piano di polarizzazione della luce mediante campi magnetici, come assistente alla cattedra del Museo di Storia naturale retta prima dal nonno poi dal padre. Nel 1883, seguendo la tradizione familiare, si dedicò allo studio della luce emessa da cristalli fluorescenti o fosforescenti se sottoposti all’infrarosso e nel 1886 all’assorbimento della luce da parte di cristalli, argomento della tesi per il dottorato che ottenne nel 1888.

Nel 1889 fu nominato all’Accademia delle Scienze di Parigi e nel 1892 succedette al padre, sia alla cattedra del Museo di Storia Naturale sia a quella di fisica applicata del Conservatoire des Arts et Metiers. Nel 1895 ottenne anche la cattedra all’École Polytecnique.

Subito dopo la scoperta dei raggi X da parte di Röntgen, nel 1895, discutendo con Henri Poincaré sulla fluorescenza che si verificava sul tubo a vuoto dove veniva colpito dai raggi, decise di intraprendere uno studio sulla relazione tra fluorescenza e raggi X.

Espose al sole dei sali di uranio, che aveva ereditato dal padre, e li pose su di una lastra fotografica schermata da carta nera, notando che la lastra risultava impressionata. Comunicò all’Accademia delle Scienze che ‘la sostanza fosforescenze emette radiazioni che attraversano la carta opaca’.

A causa dell’assenza di sole per alcuni giorni, ripose i suoi campioni, sempre sopra la lastra schermata, in un cassetto e quando li riprese volle sviluppare le lastre notando un intenso annerimento che non si aspettava.

Capì subito che si trattava di un fenomeno interamente nuovo, i sali emettevano radiazioni anche al buio. Studiò numerosi materiali di uranio trovando che il fenomeno si manifestava sempre e annunciò i suoi risultati il 2 marzo 1896.

Una studentessa polacca, Maria Sklodowska, moglie del suo collega Pierre Curie scelse la nuova radiazione, chiamata inizialmente raggi Becquerel, come oggetto per la tesi di dottorato trovando che anche il torio emetteva tali radiazioni.

In seguito i coniugi Curie isolarono dalla pechblenda elementi ancora più attivi chiamandoli polonio e radio e chiamarono tale fenomeno radioattività.

Nel 1899 scoprì che i raggi emessi da materiali radioattivi ionizzavano i gas e potevano essere defletti da campi magnetici ed elettrici, a volte in un verso e a volte in verso opposto, e nello stesso anno Ernest Rutherford li chiamò radiazioni α e β.

Nel 1901 dopo avere notato, sulla propria pelle, ustioni prodotte dalla manipolazione di ampolle contenenti sostanze radioattive, indagò insieme a Pierre Curie gli effetti dei raggi su cellule animali.

Nel 1903 ottenne, insieme ai coniugi Maria e Pierre Curie, il Premio Nobel per la fisica "in riconoscimento degli straordinari servizi che ha reso con la sua scoperta della radioattività spontanea".

Nel 1908 venne eletto segretario permanente e a vita dell’Accademia delle Scienze, ma nello stesso anno morì prematuramente all’età di 56 anni.

Aveva ottenuto nel 1900 la medaglia Rumford della Royal Society e nello stesso anno la Legion d’Onore. Era membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia di Berlino e altre.

L’unità SI per la radioattività, in suo onore è stata chiamata becquerel (1 Bq = 1 disintegrazione/s).


Antoine César Becquerel

Chatillon sur Loing, 7.3.1788 – Parigi, 18.1.1878

Antoine César Becquerel
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onno di Henri Becquerel. Dopo aver studiato all’École Polytecnique, divenne ingegnere nel 1806 e intraprese la carriera militare come ufficiale del Genio con le truppe di Napoleone dal 1810 al 1815.

Alla caduta di Napoleone si dimise e si dedicò interamente alla ricerca scientifica, indagando inizialmente sulla proprietà scoperta da Haüy, dell’elettricità indotta in alcuni cristalli dalla compressione (piezoelettricità).

Si dedicò poi alla termoelettricità e alla possibilità di misurare la temperatura mediante termocoppie, ideando nel 1825 un galvanometro differenziale che prende il suo nome col quale effettuò misure di resistenza elettrica (legge di Ohm).

Dedicatosi all’elettrochimica indagò il funzionamento della Pila di Volta, dandone una spiegazione elettrochimica e, seguendo idee di H. Davy, realizzò nel 1829 una pila a due liquidi, non polarizzabile e con f.e.m. costante, antesignana della pila Daniell. Con questa pila estrasse per elettrolisi elementi metallici da loro sali.

Per queste ricerche ottenne nel 1837 la medaglia Copley dalla Royal Society, alla quale fu eletto lo stesso anno. Nel 1838 fu chiamato alla cattedra di fisica applicata presso il Museo di Storia Naturale a Parigi creata appositamente per lui e che tenne per 40 anni. Successivamente sarà tenuta da altre tre generazioni di Becquerel fino al 1953!.

In seguito si dedicò prevalentemente a ricerche di biochimica, in particolare sul calore animale e a problemi di meteorologia. Nel 1829 fu eletto all’Accademia delle Scienze.

Scrisse numerosi trattati tra cui Traité de l'électricité et du magnétisme (1834 -1840) in 7 volumi, Traité de physique dans ses rapports avec la chimie (1842), Elements de électro-chimie (1843), Traité complet du magnétisme (1845), Elements de physique terrestre et de meteorologié (1847).


Edmond Alexander Becquerel

Parigi, 24.3.1820 – Parigi, 11.5.1891

Edmond Alexander Becquerel
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iglio di Antoine César, fratello del medico Louis Alfred (1814-1862). Fu ammesso all’École Polytecnique nel 1838, ma rinunciò per potere studiare col padre al Museo di Storia Naturale. Si laureò nel 1840 e, dopo esserne stato allievo, fu poi assistente e quindi successore del padre. Nel 1849 ottenne per breve tempo la cattedra all’Istituto Agronomico di Versailles e nel 1852 la cattedra di fisica al Conservatoire des Arts et Metiers. Nel 1863 venne eletto all’Académie, caso unico, per quindici anni vi sedette assieme al padre e per due assieme al figlio.

Le sue ricerche, anche in collaborazione prima col padre e poi col figlio, riguardano sopratutto l’elettricità, l’ottica e il magnetismo. In particolare si ricordano studi sulla scomposizione elettrolitica delle sostanze e sull’azione chimica della luce che lo porteranno nel 1847 ad ottenere una riproduzione fotografica dei colori dello spettro solare. Studiò anche la fosforescenza, e indirizzò gli studi del figlio verso questo campo, costruendo uno strumento, il fosforoscopio.

Nel 1867-68 pubblicò un trattato La Lumière, ses causes et ses effets e in esso riporta osservazioni di quello che sarà chiamato effetto fotovoltaico.


Jean Antoine Becquerel

Parigi, 5.2.1878 – Pornichet, 4.7.1953

Jean Antoine Becquerel
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iglio di Henri. Allievo del Liceo Louis-le-Grand e poi dellÉcole Polytecnique come gli antenati, si diplomò ingegnere nel 1897 e diventò Ingegnere capo al Dipartimento des Ponts et Chaussées come il padre.

Nel 1909 successe al padre Henri alla cattedra del Museo di Storia Naturale e dal 1919 al ’24 fu chiamato come professore di fisica allÉcole Polytecnique, dove introdusse il primo corso sulla teoria della relatività.

Si occupò di ricerche sulle proprietà ottiche e magnetiche di cristalli a basse temperature, in particolare scoprì la polarizzazione rotatoria paramagnetica. Scrisse un trattato di Relatività, basato sulle sue lezioni, e si occupò anche di rapporti tra fisica e musica.

Fu eletto all’Académie nel 1946.



Letture consigliate:

Link: http://nobelprize.org/nobel_prizes/physics/laureates/1903/becquerel-lecture.html


In questa settimana nascono:

FISICO DELLA SETTIMANA 2005: Sir Isaac Newton

Bibliografia:
(pagina a cura di Antonio Gandolfi)
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